Dal quotidiano online “Controlacrisi” del 10/03/2015 16:39

Venezuela, gli Usa alzano la tensione e Fidel Castro corre in soccorso di Maduro

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Sale di grado la tensione tra Usa e Venezuela. Nelle settimane in cui gli Usa si riavvicinano a Cuba, il presidente Obama ha definito il Paese sudamericano "una minaccia alla sicurezza nazionale" e ha imposto sanzioni a sette membri del governo. Per tutta risposta Maduro é apparso in tv assieme ai sette sanzionati, li ha definiti "eroi" e ha immediatamente nominato uno di loro ministro dell'Interno. Non solo, Maduro ha chiesto al Congresso poteri speciali per difendere "l'integrita" del Paese, affermando che le misure degli Usa sono mirate a rovesciare il suo governo socialista.
"Il presidente Barack Obama, che rappresenta l'élite imperialista degli Usa, ha deciso personalmente di perseguire l'obiettivo di sconfiggere il governo e di intervenire in Venezuela per controllarlo", ha detto. Il nuovo ministro dell'Interno è il capo dei servizi di intelligence venezuelani, Gustavo Gonzalez, che Washington accusa di complicità in violenze contro attivisti anti governativi (non è ancora chiaro se Gonzales manterrà i due incarichi, o lascerà il vertice dei servizi segreti).   Dichiarare un Paese una minaccia alla sicurezza nazionale è il primo passo (esattamente come già fato con Iran o Siria) per avviare un più vasto programma di sanzioni. Stavolta nel mirino è il Paese sudamericano, che riposa sulle più vaste riserve mondiali di petrolio al mondo ed è un importante fornitore degli Stati Uniti. I sette funzionari venezuelani non potranno più entrare negli Usa mentre i loro asset americani saranno congelati.
"Funzionari presenti e passati che hanno violato diritti umani di cittadini venezuelani e sono stati coinvolti in atti di corruzione non saranno più benvenuti qui e ora disponiamo di strumenti per bloccare i loro asset e la loro capacità di utilizzare strumenti finanziari statunitensi", ha spiegato in una nota il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest. "Siamo profondamente preoccupati per l'impegno profuso dal governo venezuelano nell'inasprire le intimidazioni nei confronti degli oppositori politici perché' i problemi del Venezuela non possono essere risolti con la criminalizzazione dei dissidenti". Una vera e propria ingerenza, peraltro basata su falsità  e malafede.  Gli Usa hanno anche lanciato l'appello a rilasciare i prigionieri politici compresi "decine di studenti, il leader dell'opposizione Leopoldo Lopez e i sindaci Daniel Ceballos e Antonio Ledezma".
La presa di posizione degli Usa ha fatto scattare immediatamente l’allarme e Fidel Castro ha pubblicato una lettera aperta al presidente venezuelano, Nicolas Maduro, nella quale si congratula per il modo in cui ha reagito alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti ai sette ufficiali dell'esercito. "Mi congratulo per il tuo brillante e coraggioso discorso, in risposta ai piani brutali del governo degli Stati Uniti. Le tue parole passeranno alla storia come una prova che l'umanità può e deve conoscere la realtà. Fraternamente, Fidel Castro Ruiz". Questo il testo della breve missiva, che campeggia oggi sulla prima pagina di Granma, l'organo ufficiale del Partito Comunista Cubano.
Accanto alla lettera di Fidel, Granma pubblica anche una dichiarazione del governo presieduto da Raul Castro, nella quale conferma il suo "appoggio incondizionale" alla Rivoluzione bolivariana e "all'eroico popolo fratello del Venezuela".